da un Romanzo di Dostoevskij
” Da un essere umano, che cosa si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni del mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, si che alla superficie della felicità non salga che qualche bollicina, come sul pelo d’acqua-gli si diano la tranquilità e di che vivere, al segno che non gli rimanga proprio nient’altro da fare se non dormire, divorare pasticcini e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano che avete reso felice, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, e per insultare, vi giocherà un brutto tiro. Egli metterà in gioco persino i pasticcini, e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e capriccioso elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità..
( Dostoevskij)
Vieni con Me!
Devi affrettarti però-
sette lunghe miglia
io faccio a ogni passo.
dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Aferro le mie redini-
vieni con me nel mio castello rosso.
Li crescono albero blu
con mele d’oro,
là sogniamo sogni d’argento,
che nessun altro può sognare.
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei-
Vieni con me per boschi e colli!
tieniti forte! Aferro le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.
( Hermann Hesse)
Il Più Bello Dei Mari
Il Più bello dei nostri mari
è quelo che non naviggamo.
Il più bello dei nostri figli
non ancora cresciuto.
I Più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quelo che vorrei dirti di più bello,
non te l’ho ancora detto.
( Nazim Hikmet)

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